Dream Theater: tre studenti, una sala prove e la band dietro il metal progressivo

John Petrucci e John Myung, due amici di Long Island, arrivarono al Berklee College of Music di Boston nel 1985 in cerca di un batterista che amasse il rock progressivo e il metal. Sentirono Mike Portnoy in una sala prove e cominciarono a suonare insieme. La band allora si chiamava Majesty.
Nel 1988 la loro prima etichetta scoprì che un’altra band possedeva già quel nome. Il padre di Portnoy suggerì Dream Theater, il nome di un cinema di Monterey, in California. Il debutto «When Dream and Day Unite» uscì nel 1989. Con il cantante canadese James LaBrie registrarono «Images and Words» (1992), e «Pull Me Under» arrivò alla radio e a MTV.
«Awake» (1994) portò la prima crisi. Il tastierista Kevin Moore annunciò durante il missaggio che se ne andava per una carriera solista. Derek Sherinian, ingaggiato per il tour, ebbe due settimane per imparare due ore di musica molto complessa. Dopo la prima parte del tour, James LaBrie ebbe una violenta intossicazione alimentare che danneggiò gravemente le sue corde vocali, e per buona parte del tour fu depresso.
Poi arrivò «Falling Into Infinity» (1997), registrato sotto la pressione dell’etichetta, che voleva un altro «Images and Words» e un singolo come «Pull Me Under» e riteneva che un album più metal fosse più facile da vendere. Sherinian suonò in questo disco e nell’EP «A Change of Seasons».
Nel 1999 la band rispose con «Metropolis Pt. 2: Scenes from a Memory», un concept album di 77 minuti prodotto da Petrucci e Portnoy. Fu il primo con il tastierista Jordan Rudess.
In seguito pubblicarono quasi un album ogni due anni: «Six Degrees of Inner Turbulence» (2002), «Train of Thought» (2003), «Octavarium» (2005), «Systematic Chaos» (2007) e «Black Clouds & Silver Linings» (2009).
A settembre 2010, dopo 25 anni, Mike Portnoy annunciò l’addio e Mike Mangini prese il suo posto. Un anno e cinque giorni dopo uscì l’undicesimo album, «A Dramatic Turn of Events», il primo con Mangini.
Con Mangini la band andò avanti: «Dream Theater» (2013), «The Astonishing» (2016), «Distance Over Time» (2019) e «A View from the Top of the World» (2021), che vinse un Grammy per la miglior performance metal con «The Alien».
Poi il cerchio si chiuse. Il 25 ottobre 2023, tredici anni dopo l’addio, Portnoy annunciò il ritorno, dopo essersi riconciliato gradualmente con i membri e aver ritrovato LaBrie nel 2022 a un concerto della band al Beacon Theatre di New York. «Parasomnia» (7 febbraio 2025) è il loro sedicesimo album e il primo con lui dal 2009.
Quanto vale Portnoy da solo? È uno dei tre fondatori, ha coprodotto i dischi con Petrucci e, come batterista, ha plasmato il suono dal vivo dei Dream Theater. Ha scritto i testi di «Midnight Messiah» su «Parasomnia» e suona anche in altre band, come The Winery Dogs e Sons of Apollo. La sua batteria è famosa per le dimensioni: tamburi Tama, piatti Sabian, pedali Tama Speed Cobra, bacchette ProMark.
Prima di tutto una scusa: su Kalisha i Dream Theater non ci sono ancora. Ma sono i più grandi musicisti della nostra generazione, maestri e virtuosi. Non è pop, nemmeno pop metal, e non puntano sul rumore. Salgono sul palco e fanno il loro lavoro. La gente li ama, li ricorda, conosce ogni nota a memoria, ogni armonia, ogni melodia e la linea che portano avanti. In tutto questo è tutto perfetto.
Il loro tour 2025 «An Evening with Dream Theater» ha toccato 30 città degli Stati Uniti, dal 5 settembre al 25 ottobre, e si è concluso a Long Island. Ogni sera suonavano «Parasomnia» per intero. Se suonano vicino a te, sarai felice di aver comprato il biglietto: la gente viaggia da un paese all’altro per i loro concerti. Vai, non te ne pentirai. Non pensarci, vai.
— Kalisha 🎧
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